Bisciù Nero di Troia 2021 Puglia Igp Mandwinery

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Bisciù Nero di Troia 2021 Puglia Igp

Mandwinery

Colore rosa cipolla, colore tenue alla provenzale. Al naso appare estremamente intenso e piacevole .Si evidenziano, a primo impatto, note fresche di ciliegia, amarena, ribes, mora e violetta. In bocca si riscontra un ottimo equilibrio tra acidità e morbidezza. Si evidenzia anche una straordinaria persistenza con una spiccata sapidità.
Vino da abbinarsi a piatti di pesce, ma anche da bersi in spensieratezza durante degli aperitivi.

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Descrizione

Vito Manduano

Founder

La passione per il vino sicuramente l’ho ereditata dal mio nonno paterno.
Era sua tradizione, vinificare le uve di vigneti locali appartenenti ad alcuni suoi familiari agricoltori e la vendemmia diveniva così un evento familiare che riuniva tutti.
Ricordo il profumo del mosto dai colori intensi, che dopo la fermentazione si trasformava in vino, ricordo la  gioia delle giornate dedicate ai travasi nelle dame, dove era occasione per la mia amata nonna preparare l’adorabile focaccia calda per deliziare i palati di noi nipoti e figli.
L’interesse per l’agricoltura l’ho ereditato da mia madre…suo padre era proprietario di una grossa azienda agricola coltivata esclusivamente a vigneti, il quale arrivato all’età della pensione decise di assegnare i diversi vigneti ad ognuno dei figli. Mia madre ereditò un appezzamento di vite di uva nera, in un momento però particolare della vita mia e di mia sorella Michela.  Io all’epoca avevo appena 13 anni e come qualunque adolescente a quell’età di certo non ero in grado di portare avanti quei terreni, mia madre tanto meno e per questo la convinsi, a malincuore, a vendere quell’appezzamento. Allo stesso tempo promisi a me stesso che un giorno con quel ricavato ne avrei acquistati altri anche di estensioni maggiori e così è stato!

Oggi siamo proprietari di un’una azienda agricola di circa 35 ettari.
Il nostro primo vino, l’ottantadì nasce dalla promessa fatta da me stesso 20 anni fa, unita a quella fatta dal nostro enologo e amico, Giuseppe Colopi.

Ottantadì: “un vino, una promessa” anzi no, due!