FONTALLORO 2016 TOSCANA IGT FELSINA

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FONTALLORO 2016

TOSCANA IGT

FELSINA

I vigneti, dai quali provengono le uve per la produzione del Fontalloro, si trovano all’interno del Chianti Classico nella parte alta di Fèlsina e nella denominazione del Chianti Colli Senesi (ad altezze comprese tra i 330 e i 407 metri s.l.m). I vigneti sono esposti principalmente a sud-ovest, e sono caratterizzati da terreni diversi: rocciosi, calcarei e argillosi, quelli del Chianti Classico; ricchi di sabbie, limo, piccoli ciottoli e sedimenti marini, quelli sul confine con le Crete Senesi. Prima annata di produzione 1983.

Denominazione
Indicazione Geografica Tipica Toscana.
Vitigno
100% Sangiovese.
Zona di produzione
Nei poderi di Poggio al Sole e Arcidossino.
Ceppi per ettaro
5400.
Forma di allevamento
Spalliera con potatura a cordone speronato.
Raccolta
A mano, in due epoche diverse, selezionando le uve migliori.
Età del Vigneto
Dalla selezione dei vigneti degli anni ottanta sono state condotte indagini approfondite per individuare le piante madri più idonee alla realizzazione di innesti e reimpianti avvenuti nei primi anni 2000.

Dopo la pigiatura e diraspatura delle uve selezionate, inizia la fermentazione tra i 28°C e i 30°C. L’intero processo di macerazione in vasche di acciaio per 16-20 giorni con follature automatiche e rimontaggi giornalieri. A Marzo-Aprile il vino nuovo è trasferito in barrique di rovere francese nuove e di primi passaggio, dopo 18-22 mesi di maturazione ne segue l’assemblaggio e l’imbottigliamento. In vetro l’affinamento è garantito per almeno 8-12 mesi prima della vendita.

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Descrizione

FELSINA

Domenico Poggiali acquistò la fattoria di Fèlsina nel 1966 e con un atto coraggioso in quel momento difficile della viticoltura italiana scelse di investire sulla qualità del vino e sulla perizia di alcuni giovani.
Appassionati di viticoltura e abili imprenditori, Domenico e il figlio Giuseppe Poggiali modernizzarono la conduzione della campagna senza abbandonare lo spirito della tradizione. Nel volgere di pochi anni gli ettari a vite diventarono più di quaranta e cambiarono anche l’anima e l’organizzazione dell’azienda.

Nella seconda metà degli anni settanta entrò in azienda il genero Giuseppe Mazzocolin, con l’incarico di sviluppare commercialmente l’azienda. La sua cultura umanistica e la consapevolezza della responsabilità dell’uomo nel lavoro contribuirono a far crescere la cultura del vino in Italia e all’estero, ottenendo i primi riconoscimenti internazionali.

L’amicizia con Luigi Veronelli e la collaborazione con l’enologo Franco Bernabei hanno tracciato un cammino che si rivela con estrema coerenza nei vini a partire dall’annata 1983, la prima del Fontalloro e di Rancia, fino ai giorni nostri. Sotto la guida di Domenico e Giuseppe Poggiali, cominciò un percorso che dal 1990 vede come protagonista anche Giovanni Poggiali, primo dei tre figli di Giuseppe.

I poderi di Fèlsina, sviluppatisi in più di mille anni, costituiscono ancor oggi l’unità colturale di base del nostro lavoro, nonostante l’abbandono delle campagne da parte delle famiglie contadine di tradizione mezzadrile a partire dal secondo dopoguerra. I poderi sono gli stessi di sempre: Rancia, Rancino, Arcidosso, Arcidossino/Santa Letizia, Casale di Fèlsina, Fèlsina, Casalino, Santa Maria, San Giuseppe, Ruzzatoio, Molino d’Ombrone, Valli, Molinuzzo, Terra Rossa.

Come per tutti i buoni agricoltori, la nostra principale preoccupazione è la difesa della fertilità naturale del terreno, che mettiamo in pratica mantenendo una mente aperta alle novità, senza eccessi, e lavorando in un contesto di sperimentazione che va dalla biodinamica alle più moderne tecnologie e innovazioni rese disponibili a livello mondiale.

La coltura della vite ha l’obiettivo di ottenere la maturazione della miglior uva dal punto di vista morfologico e fisiologico, adatta a essere vinificata secondo lo stile di Fèlsina.

Per questo da lungo tempo realizziamo selezioni massali con il risultato che in nessun altro luogo sono presenti altrettanti cloni di Sangiovese e portainnesti piantati in territori così eterogenei come a Fèlsina, consentendoci di disporre, come un pittore, di una tavolozza dalle infinite sfumature e possibilità.

Un’azienda delle dimensioni e della varietà di Fèlsina esige una responsabilità profonda non solo in vigna ma in tutto il suo ecosistema per preservare l’ambiente naturale, controllando l’impatto umano e della tecnologia.

Boschi, campi seminati a cereali, oliveti, macchia, fossi e corsi d’acqua, i campi più piccoli della riserva di caccia coltivati a erba medica, lupinello, saggina, girasole, favino, tutto concorre alla salvaguardia della biodiversità.

Fèlsina è una vera e propria fattoria la cui attività agricola più importante, al pari del vino, è la produzione dell’olio d’oliva. Dal 2002 abbiamo intrapreso il progetto“Olio secondo Veronelli” che vuole far corrispondere l’olivo alla sua terra, l’olio all’oliveto da cui ha origine, seguendo la stessa filosofia del terroir che adottiamo per il vino.

Le tre zone produttive – Fèlsina, Pagliarese e Boschi – hanno distinti terroir per ciascuna delle quattro varietà di olive presenti – Pendolino, Leccino, Moraiolo e Raggiolo (Correggiolo). Il risultato è un olio unico che rispetta le caratteristiche di ciascuna varietà di oliva, la cui tracciabilità è garantita in tutta la filiera produttiva da pratiche colturali e di tecniche di trasformazione accompagnate da costanti verifiche analitiche e degustative.