Tresette 2016 Merlot Toscana igt Riecine

 100,00

Tresette 2016 Merlot Toscana igt Riecine

UVAGGIO: 100% Merlot

TERRENO: Calcare e Argilla

ALTITUDINE: 450-500 slm

VIGNETI: Gaiole in Chianti (SI). Interamente a conduzione biologica (certificazione ICEA)

ETÀ VIGNETI: 45 anni

RESA: 30 q.li/ha

VENDEMMIA: Settembre 2017. Raccolta a mano con due selezioni: in vigna e su tavolo di cernita vibrante

VINIFICAZIONE:  L’uva è raccolta e selezionata a mano e delicatamente pigiata. La fermentazione avviene in botte grande tronco-conica di rovere francese Grenier.

AFFINAMENTO: 20 mesi in tre Tonneaux di rovere da 7 Hl, da cui il vino prende il nome. 6 mesi di affinamento in bottiglia

IMBOTTIGLIAMENTO: Dicembre 2020

ALCOOL: 14,50 %

6 disponibili

COD: Tresette 2016 Merlot Toscana igt Riecine Categorie: ,

Descrizione

La storia di Riecine

Riecine era originariamente di proprietà di un vicino monastero fino al XX secolo, infatti gli archivi ecclesiastici documentano, già dal 1112 D.C., l’esistenza di un podere conosciuto come Riecine. La tenuta di trova in prossimità di scavi di un antico insediamento etrusco. É possibile che il vino venisse prodotto sulle colline nei dintorni di Riecine già prima del XII secolo.

Riecine è situata nel cuore della Toscana, 60 chilometri a sud-est di Firenze, 35 chilometri a nord-est di Siena, nel paese di Gaiole in Chianti. I vigneti di Riecine sono tra i migliori nel Chianti. Da decenni la cantina di Riecine conserva la reputazione di specialista del Sangiovese.

Il fondatore della Riecine contemporanea è John Dunkley, signore inglese che divenne uno dei più ammirati produttori del moderno Chianti Classico, a base Sangiovese. Con sua moglie, Palmina Abbagnano, John acquistò gli originali 1,5 ettari di terra nel 1971 dal confinante monastero di Badia a Coltibuono. Insieme iniziarono a ristrutturare l’antica villa in pietra, per poi ridare vita alle vecchie piante e ad impiantare nuove viti. La prima annata di Chianti Classico, il 1973, fu poi rilasciata in commercio nel 1975.

Amico intimo di John e Palmina, Carlo Ferrini, recitò un ruolo importante nella nascita e crescita dei vini di Riecine, prestando la sua consulenza enologica a Riecine fino al 1997.

John Dunkley era considerato uno dei più astuti interpreti del Chianti. Mantenne sempre l’idea che le varietà di Cabernet, concesse dal disciplinare della D.O.C.G. , non avrebbero mai trovato posto nei vini di Riecine, tanto che una volta disse: “Quando il barone Philippe de Rothschild pianterà il Sangiovese, io mi convertirò al Cabernet Sauvignon”.

Nel 1991, John e Palmina, assunsero come stagista un giovanissimo enologo, Sean O’Callaghan, che iniziò a far parte del team di Riecine come enologo interno, per poi diventare successivamente dopo uno dei recenti interpreti dello stile Riecine.

Sebbene John e Palmina ci abbiano lasciati, i loro spiriti continuano ancora oggi a guidarci nella filosofia e nel lavoro a Riecine.

Dal 2011 la proprietà di Riecine è ora di una famiglia guidata da Lana Frank. La famiglia è seriamente intenzionata a conservare la filosofia di Riecine e a fornire tutto il necessario alla squadra al fine di produrre i più grandi vini dal terroir, ed è totalmente concentrata soprattutto sugli aspetti qualitativi di tutte le operazioni di vigna e cantina.

Siamo orgogliosi delle nostre tradizioni e facciamo il possibile per mantenerle. Nel corso degli ultimi anni i vini di Riecine sono progrediti in termini di qualità fino a raggiungere i massimi livelli e sono ormai apprezzati dagli amanti del vino in ogni angolo del mondo.

Il nostro modo di fare vino

Riecine è un raro esempio di cosa sia possibile ottenere con cure ed attenzioni artigianali.

L’enologo e Direttore Generale dal 2015 è Alessandro Campatelli che dirige l’intero processo di vinificazione con il prezioso aiuto della storica squadra di Riecine. L’uva raccolta è sistemata in piccoli contenitori (bin) e quindi delicatamente pigiata come da tradizione prima di passare in cemento, in acciaio ed in legno.
La fermentazione è accuratamente e personalmente supervisionata da Alessandro, così da garantire la giusta temperatura ed una perfetta estrazione dei tannini, del colore e dell’aroma.

Una volta nelle vasche, si procede al salasso di circa il 10-20% del mosto. Questo procedimento è finalizzato ad aumentare la proporzione di bucce nel mosto e mirato ad ottenere vini con una maggiore concentrazione.

Tutti i vini sono a fermentazione spontanea (senza aggiunta di lieviti selezionati) che per questo motivo ha un’inizio molto lento, ma che aggiunge carattere al prodotto finito e favorisce una macerazione a freddo che dura dai tre ai quattro giorni.